Carta di identità della Carità
L'apostolo Paolo, dopo aver elencato i vari carismi esistenti nella Chiesa, mostra "la via migliore di tutte" (cf 1Cor 12,31).
E, subito dopo, iniziando il capitolo 13° della prima lettera ai Corinzi, nei primi tre versetti dimostra che, senza la carità, anche i carismi ed i doni più grandi nulla sarebbero per noi e a nulla ci gioverebbero (cf 1 Cor 13,1-3).
E poi, dal versetto 4 al versetto 7, enumera le quindici caratteristiche della carità:
v.4 "La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, v.5 non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, v.6 non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. v.7 Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta".
Osserviamole ora una per una.
v.4 "La carità è paziente...". Chi è paziente, accetta con amore la Volontà di Dio (cf Gc1,12); e, perciò, ubbidendo al suo volere, compie un atto di carità e di amore verso Dio.
v.4 "La carità è benigna". La carità, prima di manifestarsi benefica, è benigna, ossia è interiormente disponibile a fare il bene, perché l'essere viene prima del fare.
v.4 "La carità non è invidiosa". E non può esserlo, perché l'invidia consiste nel provare dispiacere per il bene del prossimo e nel godere del suo male. Quanto più l'uomo vive secondo la sua essenza, che è quella di essere fatto ad immagine di Dio che è Bontà e Carità (cf 1Gv 4,8), più gode per il bene altrui ed ama donarsi nella bontà. S. Paolo continua:
v.4 "la carità non si vanta, la carità non si gonfia". Visto che la carità è apertura verso Dio e verso il prossimo, l'uomo, ogni qualvolta si ripiega su se stesso col vantarsi e col gonfiare i propri meriti, non si dimostra caritatevole, ma egoista e favorisce il separatismo e l'esaltazione del proprio io.
v.5 "La carità non manca di rispetto". La carità è delicata e rispettosa, perché si fonda sulla mutua stima della dignità umana.
v.5 "La carità non cerca il suo interesse". Appunto perché la carità è sguardo, cuore e disponibilità di animo verso l'altro, non cerca il proprio utile, ma quello altrui ( cf 1Cor 10,24; Fil 2,4).
v.5 "La carità non si adira". Come l'impazienza non ci fa accettare Dio e la sua volontà, così l'ira ci impedisce di accogliere il prossimo e quanto esso potrebbe dirci e darci. Ed è per questo che Gesù la condanna (cf Mt 5,21-22).
v.5 "La carità non tiene conto del male ricevuto". La carità è alta e magnanima e, in questo, rispecchia la vita di Dio, il quale non vuole punire, ma promuovere. Egli è Padre e desidera che noi rientriamo in noi stessi e ricominciamo una vita nuova; e, per quanto riguarda il passato, dimentica tutto e non lo rinfaccia, in vista della buona volontà del presente (cf Lc 15,11-24; Fil 3,12-14).
v.6 "la carità non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità"; deve procedere unita strettamente alla giustizia e alla verità; solo allora c'è vera pace (cf Sal 84,11).
Infatti la carità senza giustizia e verità è debolezza e colpevolezza; e quelle senza carità sono solo una spada che taglia e non risana.
v.7 "La carità tutto copre, tutto crede, tutto spera e tutto sopporta"; scusa tutto e non fa mai il processo alle intenzioni perché non parte da un animo cattivo o prevenuto contro il prossimo, ma cerca di far leva sui lati buoni del prossimo, senza cercare la pagliuzza negli occhi dell'altro (Lc 6,1- 42). E, siccome "l'uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore" (Lc 6,45), non ha in sé malizia, è semplice, e, per questo tutto crede e tutto spera. Ed in più tutto sopporta, non solo i pesi degli altri (cf Gal 6,3), ma anche tutte le croci della vita, convinto che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura (cf Rm 8,18; 2Cor 4,17-18).
Don Domenico Labellarte
Credit: http://www.apostolegc.net
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